In Iran smascherata la spia Flame
Una sofisticatissima spia che opera tra l’Iran e altri paesi mediorentali è stata smascherata. Si tratta di un virus, chiamato Flame, che è in grado non solo di insinuarsi nei sistemi informatici e sottrarre le informazioni, ma anche di mettere fuori uso le esportazioni iraniane di greggio, danneggiando i terminali degli impianti di estrazione e cancellandone tutti i dati.
A scoprire Flame è stata la società di sicurezza informatica russa, la Kasperky Labs, secondo la quale il virus è già in circolazione da un paio d’anni anche se, secondo il parere del Laboratorio di Crittografia e Sistemi di Sicurezza dell'Università di Budapest sarebbe attivo almeno da cinque. Per gli esperti questa “spia”, la cui complessità pare indicare che dietro la sua creazione ci sia un governo nazionale e, per la precisione, quello israeliano ha, fino adesso, colpito quasi esclusivamente le nazioni con le quali Israele è in conflitto o che ha motivi per monitorare.
Flame ha infettato, in Iran, almeno 189 sistemi informatici, nei Territori Palestinesi 89, in Sudan 32, in Libano 18, in Arabia Saudita 10 e in Egitto 5.
I sistemi informatici iraniani furono già colpiti, due anni fa, dal virus Stuxnet che causò numerosi danni alle centrali nucleari nella Repubblica Islamica e Teheran accusò Israele e gli Usa. Ora l’Iran ha reso noto di aver già messo fuori uso la pericolosità del super-virus anche se sono in molti ad essere scettici riguardo a questo.

